SACE e HSBC insieme per l’export italiano in Vietnam : 200 milioni di dollari a VinFast

Il conglomerato privato Vingroup, di cui VinFast fa parte, ha ricevuto un finanziamento di 200 milioni di dollari da parte di SACE per aumentare l’export italiano nell’AREA ASEAN attenzionata dal Piano Export.

Le imprese italiane che esportano possono già contare (dal 15 settembre 2026) su un ulteriore mercato di sbocco: il Vietnam con il settore automobilistico. È quanto si apprende da SACE, firmataria dell’accordo di finanziamento da 200 milioni di dollari con VinFast, la casa automobilistica leader del Vietnam. L’operazione è stata finalizzata grazie all’aiuto di una coalizione bancaria composta da BNP Paribas, Barclays e HSBC, che ha agito in qualità di coordinatore dell’operazione.

Vingroup, la capogruppo di VinFast, è il più grande conglomerato privato del Vietnam, nato nel 1993 e fondato da Phạm Nhật Vượng, il primo imprenditore vietnamita a raggiungere il miliardo di dollari di patrimonio. Il gruppo si concentra principalmente nel settore tecnologico, immobiliare e dei servizi e a partire dal 2022 il suo fatturato pesa quasi l’1,1% del PIL del Paese. La produzione di VinFast verte principalmente sui veicoli elettrici, mentre la conglomerata Vingroup riveste un ruolo chiave nello sviluppo infrastrutturale e industriale del Paese.

L’operazione VinFast rientra nel più ampio progetto promosso SACE la Push Strategy. Uno strumento innovativo che facilita finanziamenti a medio-lungo termine a tassi agevolati, riservati a grandi acquirenti esteri in mercati chiave per il Sistema Paese, con il solo obbligo per le controparti estere di aumentare gli approvvigionamenti dall’Italia. La Push Strategy di SACE è pensata per accompagnare le imprese italiane, verso i mercati internazionali. A differenza degli strumenti tradizionali, che intervengono quando è l’azienda italiana a individuare autonomamente un cliente estero, la Push Strategy capovolge la logica: è SACE stessa a muoversi per prima, individuando grandi acquirenti esteri, imprese, gruppi industriali o soggetti governativi operanti in Paesi strategici e dotati di solidi piani di investimento, e offrendo loro una garanzia su finanziamenti a medio-lungo termine erogati da banche internazionali. In cambio delle condizioni vantaggiose così ottenute, l’acquirente estero si impegna formalmente ad accrescere i propri acquisti di beni e servizi italiani, generando così una domanda concreta e orientata verso il nostro export. A completamento del meccanismo, SACE organizza incontri di business matching dedicati, che mettono in relazione diretta i fornitori italiani con i responsabili degli acquisti delle aziende finanziate, trasformando l’intervento finanziario in un’opportunità commerciale immediatamente accessibile alle imprese.

Ciò permette alle imprese italiane di inserirsi nei loro piani di investimento e nelle catene di valore globali, presentandosi come fornitori qualificati verso i potenziali acquirenti.  I numeri ne confermano il successo: nel 2025 la Push Strategy ha generato 3,8 miliardi di euro dell’export italiano, garantendo una crescita del 62% rispetto all’anno precedente, con 766 milioni di euro di finanziamenti erogati (+47%) e 246 milioni di premi incassati. Nelle grandi sinergie internazionali i liberi professionisti sono l’elemento tecnico e operativo che trasforma questo patrimonio in aumento degli approvvigionamenti dall’Italia, operando come enabler fra due nazioni e innumerevoli opportunità che da sempre confermano la solida relazione di scambio e rispetto.

Il Vietnam si propone quindi come volano per l’economia e le professioni italiane, in un momento in cui Confprofessioni e APRI International si preparano per la delegazione istituzionale che coinvolgerà circa ottanta professionisti tra Vietnam e Cambogia. La delegazione si dedicherà all’approfondimento di temi economici, professionali e culturali dal 15 al 25 novembre con un piano di incontri istituzionali ed economici che toccheranno le città di Ho ChI Min, Siem Rep e Hanoi. La delegazione Vietnam-Cambogia 2026, a latere dell’accordo tra SACE e VinFast, traccia la strada ai liberi professionisti e le PMI per uno scambio operativo, ma soprattutto a lungo termine, con “la terra a sud del Viet”.

Le delegazioni entreranno in contatto con uno dei Paesi più affascinanti dell’intera Asia per le sue bellezze naturali e culturali. Esploreranno un Paese connotato da una delle economie più dinamiche di tutto il Sud-Est asiatico, il PIL del Vietnam nel solo 2025 è cresciuto dell’8,02%. Questo dato apparentemente sorprendente è dovuto soprattutto all’impegno del governo centrale che sta spingendo la domanda interna e puntando sulla costruzione di nuove opere pubbliche, come la linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Hanoi con Ho Chi Minh City, comprendo un tratto lungo ben 1.541 chilometri. La crescita del Vietnam si deve anche ad altri fattori, come l’aumento dei servizi (+8,62%) che, insieme a commercio e turismo, copre la metà di tutto il valore aggiunto. Il settore dell’industria e delle costruzioni (+8,95%) registra ottimi numeri, confermando il grande fermento dell’economia vietnamita. Un’altra nota positiva proviene dal commercio estero, importazioni ed esportazioni di beni e servizi hanno registrato ottimi numeri, l’export ha toccato il +19,34% e l’import ha fatto addirittura meglio (+19,40%).

In un dato contesto economico, imprese e liberi professionisti devono saper operare, soprattutto visti i numeri sopracitati per il settore dei servizi e per le importazioni. Il Vietnam rappresenta un’opportunità imperdibile per esportare il proprio know-how in paesi che sono ad oggi quelli con più alto potenziale al mondo. È proprio quello che Confprofessioni e APRI Internationalvogliono attuare con la missione istituzionale di novembre, conoscere nuovi territori significa poter arricchire il proprio bagaglio di esperienze professionali.

Le delegazioni sono spesso attivatrici di connessioni stabili fra istituzioni, comunità professionali ed imprese; il modello di innovazione industriale e tecnologica asiatico agendo in sinergia con il Sistema Italia dimostra che l’interlocutore più funzionale non è sempre il più vicino, ma colui che ha la visione condivisa, e le distanze, magicamente si accorciano.