La delegazione promossa da Confprofessioni e APRI International che ha gettato solide basi per internazionalizzazione e attrazione investimenti nell’area dell’Asia centrale
Il 14 settembre la delegazione di Confprofessioni e APRI International ha iniziato la sua missione istituzionale in Uzbekistan. L’obiettivo è chiaro: conoscere il mercato; creare connessioni; aprire a nuove opportunità. L’Uzbekistan è una tappa scelta con cura, gli scambi commerciali tra Italia e Uzbekistan nel 2025 ammontavano a 635 milioni di euro e l’export del nostro Paese nel 2025 ha confermato ottimi numeri: 573 milioni di euro e un incremento del 24,5% rispetto al 2024.
Grazie al supporto e al coordinamento della nostra Senior Advisor per l’Asia centrale Liliana Ursu Pugnetti, la delegazione guidata dal Presidente di APRI International Luigi Alfredo Carunchio ha presieduto come prima tappa la capitale, Tashkent, per poi dirigersi nella città dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2001, Samarcanda. L’ingresso in questo nuovo Paese significa molto: stringere accordi, costruire nuovi orizzonti per le libere professioni italiane, valorizzare lo scambio delle competenze. Questi sono stati i presupposti, poi confermati da accordi scritti e incontri istituzionali di primo livello, su cui la missione si è fondata.
Durante il primo giorno la delegazione è stata accolta da S.E. Guido De Sanctis, Ambasciatore d’Italia in Uzbekistan, un incontro che ha rinforzato i già solidi rapporti istituzionali ed economici fra i due Paesi.
Il giorno seguente, la delegazione è stata ricevuta presso il Ministero degli Investimenti, dell’Industria e del Commercio della Repubblica dell’Uzbekistan. Sul tavolo tanti argomenti, dall’ingresso dell’Uzbekistan nel WTO al vantaggio di esportare prodotti finiti ad alto valore aggiunto, fino all’opportunità di investire nel Paese. In tutti questi ambiti, Confprofessioni e APRI International hanno avanzato la creazione di un registro bilaterale di advisor e professionisti capaci di facilitare l’ingresso nei rispettivi Paesi. Di prodotti finiti ad alto valore aggiunto si è parlato presso l’Agenzia per lo Sviluppo dell’Industria Leggera, con particolare attenzione per quanto riguarda la manifattura e il settore tessile. Questi settori specifici possono far nascere una forte sinergia con il nostro Paese, in grado di fornire un bagaglio esperienziale di assoluto valore. La seconda giornata non si è conclusa qui, l’agenda ha proposto subito un altro importante incontro: la Camera di Commercio europea in Uzbekistan (EUROUZ) ha ospitato i nostri delegati per un confronto sul ruolo che i professionisti hanno nelle PMI preposte all’internazionalizzazione. Il ruolo delle libere professioni è sempre più legato alle realtà imprenditoriali, chi cerca le PMI italiane non può prescindere dai professionisti ad esse associate.
La giornata del 16 settembre sarà ricordata per gli accordi sottoscritti da APRI International con i maggiori realtà accademiche di tutto l’Uzbekistan. Il primo accordo prevede un memorandum d’intesa con la Tashkent International University of Financial Management and Technologies (TIFT), si tratta di uno scambio reale di studenti, docenti e giovani professionisti provenienti da entrambi i Paesi. L’obiettivo è quello di accogliere studenti appena formati in realtà associative come Confprofessioni e APRI International, per creare una rete di professionisti sempre più eterogenea. La TIFT non è stata la sola realtà accademica protagonista di questa giornata, è stato stabilito un Joint Degree Programme con la Tashkent State University of Law (TSUL) per consentire agli studenti uzbeki di intraprendere un percorso di formazione condiviso con l’Italia.
La delegazione guidata dal Presidente Luigi Carunchio si è accordata per firmare prossimamente un Memorandum of Understanding con la International Business Women’s Association of Uzbekistan, la più grande rete di imprenditrici del Paese, che conta oltre 20.000 associate dislocate in 102 sedi. Questa intesa aprirà le porte dei rispettivi Paesi sia alle imprenditrici uzbeke che a quelle italiane, favorendo networking e iniziative congiunte. Il secondo Memorandum of Understanding sarà prossimamente sottoscritto con la Camera di Commercio e Industria dell’Uzbekistan, che dà voce a circa il 70% delle imprese locali. Confprofessioni e APRI International creeranno, grazie alla firma di questo memorandum, un porto sicuro per le imprese italiane che vorranno investire in Uzbekistan o che già importano dal Paese.
Conclusi gli appuntamenti a Tashkent, la delegazione lascia la capitale nella notte per trasferirsi nella meravigliosa Samarcanda. Il giorno successivo, la sala della Regione di Samarcanda, la stessa che ha ricevuto il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel 2025, ha ospitato la delegazione di Confprofessioni e APRI International. L’incontro è servito per stringere patti strategici, il primo sulla Zona Economica Speciale di Samarcanda e il secondo riguardo le professioni tecniche. Professionisti come ingegneri, architetti, geologi, agronomi e archeologi di Confprofessioni lavoreranno, in collaborazione con l’università del territorio, su progetti regionali in infrastrutture, agricoltura, energia e patrimonio.
A concludere la settimana di incontri, Luigi Carunchio, in rappresentanza dell’organizzazione, ha siglato con la Samarkand State University of Architecture and Civil Engineering, grazie al coordinamento del Business Development Manager presso Technip Energies Gaetano Crisci, diversi accordi che prevedono la disponibilità dell’ateneo di ospitare eventi organizzati da APRI International e di includere i professionisti italiani nei piani di studio. Il tutto è stato commentato dalla Rettrice Çiğdem Canbay Türkyılmaz come: “non un accordo sulla carta, un primo passo concreto”.
La missione istituzionale di Confprofessioni e APRI International è terminata a Samarcanda, nel cuore pulsante dell’Uzbekistan. Non è stata solo una delegazione, è stato un viaggio che ha permesso ad un gruppo di circa 20 liberi professionisti di poter esplorare e comprendere un territorio lontanissimo. I nostri liberi professionisti torneranno nei propri studi con uno storico di relazioni ed esperienze difficilmente riproducibile, un viaggio che ha elevato le conoscenze e le competenze di ognuno. La certezza, grazie alla firma dei numerosi accordi, è quella che la Via della Seta ha rimesso in collegamento Uzbekistan ed Italia, una nuova strada sta per essere battuta e questa volta è dedicata interamente ai liberi professionisti.


