CODEWAY EXPO 2026: Il libero professionista nell’ecosistema della cooperazione internazionale

La cooperazione internazionale, un mercato da 25 miliardi di dollari l’anno è la protagonista di CODEWAY Expo 2026, che alla Fiera di Roma ha riunito attori economici, istituzioni ed imprenditori per diffondere le opportunità di questo pilastro economico in cui le competenze dei liberi professionisti italiani vocati all’internazionalizzazione rappresentano la chiave di volta per l’accesso ai partenariati strategici con paesi emergenti e zone ad alto potenziale.

13, 14 e 15 maggio: tre giorni, cinque sale, oltre cento voci. Codeway Expo è la piattaforma in cui ogni anno la cooperazione internazionale smette di essere un argomento e diventa un’agenda operativa. Istituzioni, agenzie ONU, imprese, ONG, banche di sviluppo e professionisti condividono lo stesso spazio con un obiettivo preciso: trasformare le relazioni in progetti. L’edizione 2026, dal titolo Relations, dialogues and opportunities in international development cooperation, ha consacrato questa vocazione con un cambio di paradigma esplicito: il settore privato non è più un esecutore della cooperazione. Ne è un architetto.

Questo cambio ha una cornice istituzionale precisa. Il Viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli, aprendo i lavori, ha definito Codeway come la declinazione operativa del Piano Mattei:  costruzione di opportunità reali nei Paesi partner. Massimo Zaurrini, Direttore di Internationalia e Senior Advisor di APRI International in qualità Master of Ceremony della fiera, ha sintetizzato questa logica durante l’evento: “La cooperazione tra Africa e Italia si costruisce con le persone giuste, nel posto giusto, nel momento giusto.” Il Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Stefano Gatti ha parlato di convergenza tra sistema paese e settore privato, annunciando un fondo da 40 milioni di euro per coinvolgere direttamente le Regioni italiane nei programmi bilaterali. Fabrizio Lobasso, che guida la Direzione Generale per la Crescita e le Esportazioni, aveva già fotografato il momento con una metafora efficace: un grande caterpillar che traccia una strada, con tutti gli strumenti del sistema, SACE, SIMEST, ICE, cooperazione, promozione commerciale come asset operativi sul fianco. “Oggi parliamo di sistema con la S maiuscola, davvero”.

Le tre giornate hanno reso tangibile cosa significhi concretamente quel mercato. UNOPS, United Nations Office for Project Services, coordinando spazi con UNHCR, WFP, FAO e UNDP, per il procurement multilaterale svela un ecosistema da oltre 25 miliardi di dollari annui, articolato su portali specifici e procedure di qualificazione in cui il libero professionista ista si muove con agilità grazie all’expertise e alla conoscenza del territorio. Sapere le regole è un’arte che il professionista conosce particolarmente bene.

Accanto a UNOPS, UNIDO ITPO Italy ha portato una prospettiva complementare. I grandi programmi di sviluppo industriale, trasferimento tecnologico e governance non cercano solo contractor: cercano esperti. Un ingegnere che conosce i processi produttivi dell’agribusiness, un avvocato che padroneggia il diritto commerciale nei mercati africani, un consulente che sa costruire un sistema di formazione tecnica replicabile. Profili che il sistema professionale italiano ha in abbondanza, e che UNIDO sa valorizzare in programmi operativi.

Un ulteriore canale che precede tutti gli altri, più antico e al tempo stesso timidamente frequentato: le Ambasciate. A Codeway Expo 2026 erano presenti rappresentanze diplomatiche di Paesi partner come interlocutori attivi di un sistema che cerca di attrarre competenze qualificate nei propri territori. Le Ambasciate sono l’interfaccia più diretta tra il sistema professionale italiano e le opportunità di cooperazione bilaterale: conoscono i bisogni del proprio Paese, orientano verso i programmi prioritari, segnalano i settori dove la domanda di expertise straniera è reale e continua. Le relazioni continuative con le reti diplomatiche italiane all’estero come Ambasciate, Consolati, Camere di Commercio italiane attraverso Assocamerestero e con le rappresentanze diplomatiche dei Paesi target in Italia. permettono ad un libero professionista di arrivare a un incontro con una rappresentanza straniera con un contesto già costruito: cosa cerca quel Paese, in quale settore, con quale profilo, in quale finestra temporale. L’Ambasciata diventa un nodo di una rete cheproduce opportunità concrete. La cooperazione internazionale, nelle sue forme più efficaci, nasce da questo: da una relazione di fiducia tra sistemi che si conoscono. Le Ambasciate sono i custodi di quella fiducia sul piano diplomatico, i liberi professionisti ne sono gli interpreti sul piano operativo.

Quello che Codeway Expo 2026 ha reso visibile, guardandolo dall’angolatura giusta, è un ruolo specifico che il libero professionista italiano puó giocare nell’internazionalizzazione: quello dell’aggregatore di competenze. Le piccole e medie imprese italiane che vogliono lavorare nei mercati della cooperazione, dall’Africa subsahariana all’Asia del Sud-Est, dai Balcani all’Asia Centrale, hanno bisogno di un esperto che conosca il mercato di destinazione, le procedure di procurement, le logiche di eligibilità e i canali istituzionali. Il Piano l’Export è uno strumento potente, ma richiede competenze di navigazione che molte PMI non hanno internamente. Il libero professionista, l’avvocato, il consulente, l’ingegnere, l’esperto di governance, è esattamente questa figura: non alternativa all’impresa, ma abilitante. Chi accompagna una PMI nel suo percorso di internazionalizzazione porta valore in entrambe le direzioni: verso l’impresa, che accede a mercati che non avrebbe raggiunto da sola; verso il mercato di destinazione, che riceve competenze qualificate e trasferibili.

Attraverso un corridoio creato da liberi professionisti questo incontro diventa possibile, promuovendo un ecosistema che abbassa il costo di accesso a un mercato complesso, mappa le opportunità selezionandole per settore e area geografica e verifica i requisiti di eligibilità, affianca la costruzione della proposta tecnica, identifica i partner nei Paesi target, attiva le connessioni con ICE, Assocamerestero, le Camere di Commercio italiane all’estero e attraverso missioni operative globali si costruiscono relazioni che il singolo professionista non avrebbe le risorse per coltivare in autonomia.

Codeway Expo 2026 ha reso evidente una cosa semplice: la domanda di competenze professionali italiane nei mercati internazionali della cooperazione è reale. UNOPS, UNIDO, AICS, le banche di sviluppo, la rete diplomatica e i programmi bilaterali si generano progetti, bandi, posizioni e contratti che cercano esattamente ció che i professionisti italiani sanno fare.