Il nuovo Piano di Internazionalizzazione della Regione Lazio

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Il nuovo Piano di Internazionalizzazione della Regione Lazio, presentato oggi da LazioInnova a Roma, rappresenta un passaggio strategico di rilievo nella ridefinizione delle politiche di sviluppo territoriale orientate alla competitività globale. La giornata ha segnato una forte e qualificata presenza istituzionale, con il coinvolgimento di attori centrali del sistema economico nazionale quali ICE, SACE, SIMEST e CDP, a testimonianza di una chiara volontà di operare in una logica integrata e multilivello. A guidare e mediare il confronto è stato il Presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini, il cui ruolo ha contribuito a strutturare un dialogo concreto tra istituzioni, sistema produttivo e stakeholder finanziari. Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza una visione evoluta dell’internazionalizzazione, intesa non più come semplice espansione commerciale, ma come leva sistemica di politica industriale, capace di incidere sulla struttura competitiva del territorio. Il Piano, sostenuto da una dotazione superiore ai 15 milioni di euro, introduce strumenti operativi mirati, tra cui un articolato programma di partecipazione a fiere e missioni internazionali e un sistema di voucher destinato alle PMI per favorire l’ingresso e il consolidamento nei mercati esteri. A questo si affianca un elemento di particolare innovazione rappresentato dal il nuovo bando regionale “Attrazione Investimenti”, che amplia il perimetro dell’azione pubblica integrando dimensione commerciale e finanziaria.

L’impianto strategico del Piano si innesta su una performance economica regionale particolarmente positiva: il Lazio registra una crescita dell’export del 9,6%, con un valore complessivo di circa 36 miliardi di euroe una significativa espansione verso i mercati extra-UE, in particolare gli Stati Uniti, che nonostante i dazi imposti dall’amministrazione Trump registra una crescita del 7%, come emerso dalle stime ICE, grazie all’intervento di Matteo Zoppas. Tale dinamica è sostenuta da filiere ad alto valore aggiunto, aerospazio, farmaceutico, biotech, digitale ed energie che rappresentano il nucleo competitivo del sistema produttivo regionale e il principale target delle politiche di internazionalizzazione, come sottolinea Roberta Angelilli, Vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio e Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio:

«Il Lazio si conferma tra le cinque regioni più dinamiche del Paese sui mercati internazionali. Secondo i dati ISTAT, nel 2025 l’export regionale è cresciuto del 9,6 per cento (17 per cento nella farmaceutica) rispetto all’anno precedente, tre volte la media nazionale. La crescita è stata trainata in particolare dai mercati extra-UE, con un incremento significativamente superiore rispetto a quelli europei. In questo contesto, spicca l’export del Lazio verso gli Stati Uniti, che ha registrato un aumento superiore al 50 per cento».

La presenza coordinata di CDP, SACE, SIMEST e ICE ha evidenziato la costruzione di un ecosistema integrato di strumenti finanziari, assicurativi e di accompagnamento, in grado di ridurre le barriere all’ingresso nei mercati globali e aumentare la capacità delle imprese di operare in contesti complessi. Questo modello di governance multilivello consente di superare approcci frammentati, offrendo alle imprese un accesso strutturato a risorse, competenze e relazioni internazionali, come ha evidenziato Andrea Nuzzi, direttore business di CDP:

«La complessità dello scenario globale impone di agire in modo coordinato a livello di Sistema-Italia: la collaborazione avviata oggi va proprio nella direzione di potenziare in modo sinergico e congiunto il supporto ai progetti di internazionalizzazione ed export, leva strategica essenziale per consolidare la leadership delle imprese del Lazio sui mercati esteri. L’accompagnamento alle eccellenze industriali in questo percorso, congiuntamente al sostegno in investimenti e acquisizioni e al rafforzamento del posizionamento delle principali filiere del Paese nell’arena competitiva internazionale, costituiscono obiettivi prioritari e qualificanti degli interventi previsti dal Piano Strategico 2025-2027 di CDP».

All’interno di questo quadro, assume una centralità crescente il ruolo del capitale professionale, quale elemento abilitante fondamentale per l’effettiva implementazione delle politiche di internazionalizzazione. La complessità dei mercati globali richiede competenze avanzate in ambito legale, fiscale, contrattuale e strategico, che solo un sistema professionale organizzato è in grado di garantire. È in questa dimensione che si inserisce il contributo diAPRI Internationale diConfprofessioni, quali piattaforme di connessione tra competenze, imprese e mercati. I liberi professionisti della Regione Lazio, come di tutte le Regioni italiane, rappresentano un asset strategico per il successo delle politiche di internazionalizzazione; svolgono un ruolo cruciale nell’accompagnamento delle imprese, nella gestione della compliance normativa internazionale, nella strutturazione di operazioni complesse e nella costruzione di relazioni economiche stabili. Non si tratta più di un supporto accessorio, ma di una componente strutturale del processo di espansione internazionale. La portata del modello delineato nel Lazio va oltre la dimensione regionale, l’idea di attivare un meccanismo a cascata, che parta dai professionisti del Lazio per estendersi progressivamente a tutte le regioni italiane, apre la strada alla costruzione di una rete nazionale delle competenze, capace di sostenere in modo sistemico l’export del Paese. In questo scenario, il Lazio si configura come laboratorio avanzato, in grado di generare best practice replicabili e scalabili.

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